Venerdì, 04 Aprile 2025

Al via il sismabonus, nuove classi di rischio coprono quasi tutta l'Italia


Al via il sismabonus introdotto dalla legge di stabilità 2017, approvata il 21 dicembre 2016, grazie a cui dal 1 marzo è efficace l’azione di prevenzione volta alla valutazione sismica degli edifici: approvate le Linee Guida per la semplificazione di attuazione della Legge Bilancio 2017 nell’applicazione delle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni attribuendo ad un edificio una specifica classe di Rischio Sismico, in base ai valori della sicurezza e dei costi economici. Si tratta di benefici fiscali riferiti alla classificazione delle nuove Linee Guida. Sono state individuate otto classi di rischio sismico: da A+ (meno rischio), ad A, B, C, D, E, F e G (più rischio).


Al via il sismabonus, nuove classi di rischio coprono quasi tutta l'Italia

Le linee guida prevedono due metodologie per la valutazione, di cui una semplificata per lavori minori e per il miglioramento di una sola classe di rischio, l’indirizzo di massima su come progettare interventi di riduzione del rischio per portare la costruzione ad una o più classi superiori.

Le misure rafforzate per il Sismabonus, previste sono sei estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3, per cui oggi buona parte del territorio nazionale risulta a rischio, stabilizzazione per 5 anni dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, sono compresi gli immobili adibiti a abitazioni, le seconde case e le attività produttive, le spese sono detraibili non più in 10 anni, ma in 5 anni, le detrazioni sono premianti, aumentano in proporzione alla maggiore efficacia dell’intervento, per i condomini, prevista la cessione del credito ai fornitori per chi non può sostenere la spesa (con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate).

Le detrazioni sono al 70% per il miglioramento di 1 classe di rischio e dell’80% di 2 classi di rischio nelle abitazioni, prime, seconde case ed edifici produttivi, mentre per condomini e parti comuni le percentuali salgono rispettivamente del 75% e dell’85%. La spesa riconosciuta è entro i 96mila euro per unità.

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