“La tratta di esseri umani attraverso la rotta del Mediterraneo Centrale: dati, storie e informazioni”, il rapporto dell'Organizzazione Internazionale Migrazioni (OIM) del 12 luglio 2017, riferisce che circa l’80% delle migranti nigeriane, arrivate via mare nel 2016, è probabile vittima di tratta destinata allo sfruttamento sessuale in Italia o in altri paesi dell’Unione Europea.
Basato sulle attività svolte dallo staff dell'OIM in Sicilia, Puglia e Calabria, l'indagine rivela che circa l'80% delle nigeriane è destinato alla tratta della sfruttamento sessuale e che nel giro di tre anni il numero delle potenziali vittime è aumentato del 600 % ed è un aumento che è continuato anche in questi primi sei mesi del 2017 e che coinvolge ragazze sempre più giovani - spesso minorenni - che diventano oggetto di violenza e di abusi già durante il viaggio verso l’Europa.
Il tema dell'illegalità diviene così, in una forma diversa, una emergenza da fronteggiare, nell'enormità del fenomeno migratorio che richiede, innanzitutto, la presa di coscienza delle diverse problematiche locali. L'ordine sociale e la pubblica sicurezza sono messe a dura prova e non è per nulla scontato che si riesca a garantirli per l'enorme portata del fenomeno migratorio nel Mezzogiorno, che si trova ad accogliere ed a gestire i flussi di prima accoglienza. Sono queste le doverose perplessità allo stato attuale, in cui infatti sembra che il controllo del territorio sia vissuto con molta difficoltà, anche nei piccoli paesi che ospitano migranti di diversa connazionalità: è di solo ieri la notizia della rissa a Leverano avvenuta in pieno centro tra migranti di diversa nazionalità con mezzi e modi lontani dai costumi locali, dopo i primi inutili tentativi degli abitanti del paese, ha richiesto l'intervento di tre pattuglie di carabinieri.